Sui treni italiani
lunghi viaggi
di figli lontani
vecchi saggi
che narrano e insegnano
giovani d’oggi
che ascoltano e sognano
I treni accolgono
carrozze come barconi
che in processione navigano
tra le colline si insinuano i vagoni
E a bordo si dipingono
quadri viventi
che di voci tingono
l’aria e un pubblico silente
fatto di cieli e stelle
di un sole lucente
che scalda la pelle
di passeggeri al finestrino
che guardano assorti
mangiando un panino
e aspettano il mattino
di una nuova stazione
con in mano il santino
della processione
e quando scendono parte una canzone
di saluti, baci
abbracci e commozione
(fd)
venerdì 19 agosto 2011
martedì 9 agosto 2011
AMARGURA
Sottile
sottilissima
si insinua
ma lo sa
lei lo sa
senza
il resto nulla sarebbe
E ne approfitta
per infilarsi e strisciare
lasciando indolenzite
e piene di ferite
pareti doloranti
di organi ormai vinti
da una forza che li accende
li brucia e poi sospende
il giudizio su ogni cosa
pensiero riflessione
ché non c’è più progetto
solo una combinazione
di pieni e vuoti
respiri e apnee
in una rincorsa che spazio non lascia
e allora che si fa?
Si precipita sì
ci si lascia andare
per non soffocare
dentro lacrime dense
che si asciugano nel volo
su pianure immense
e mentre lì da solo
tu pensi di cadere
un tonfo e lì giacere
resti tuo malgrado
in aria bel sospeso
insieme al tuo giudizio
che mentre s’è ripreso
il diritto di parlare
e insieme a te di urlare
E lei che deve fare
striscia per strisciare
ma sempre più veloce
si allontana la feroce
(fd)
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