domenica 9 ottobre 2011

BACI

Stasera niente stelle

qui solo lampi

Tumulti e ossessioni

nel cuore nei polmoni

Respiro cielo

inquieta osservo

il fiume che mi lascia

Scorre veloce

scappa anche lui

se ne va e non si guarda indietro

E io che faccio?

Non un passo

non un metro

lì mi fermo

e vi confesso

che a guardare il cielo resto

Le stelle son ricordo

ormai lontane nella mente

e ora cosa resta?

è triste dire niente

ma così proprio non è

Ricordi ormai sbiaditi

di luci che brillaron

in cieli inariditi

desideri mai esauditi

che come in un temporale

si scagliano traditi

e dentro sì, fan male

Ma il cielo si schiarisce

e fanno capolino

da nuvole impreviste

dei raggi dolci e lievi

che incontrano l’ardore

di labbra corrisposte

e in alto ricompaiono

le luci più brillanti

che con indifferenza

sovrastano noi amanti

(fd)





domenica 2 ottobre 2011

Oubliée

Des fois je voudrais:
qu’on me laisse
qu’on m’abandonne
qu’on m’oublie
qu’on m’efface

Effacée de la pensée
des gens que j’ai aimés

Effacée de la memoire
personne ne peut me voire

Invisible
Inaccessibile

Je sais,
des fois je suis incompréhensible
mais ne vous inquiétez
même moi je ne peut pas me supporter
(fd)

venerdì 23 settembre 2011

GUCCINI

Voglia di Guccini

di parole scolpite


Forti come schiaffi

che vorrei sentire

sul mio volto indurito



Dure come pugni

che vorrei ricevere

sulla pancia contratta



Piene come un lago

che vorrei mi accogliesse

nelle sue acque scure


e mi offrisse silenzio e buio

dove mettere ordine tra quelle parole

(fd)

lunedì 12 settembre 2011

DUBBI


E non starò qui a scrivere dei dubbi
ché i dubbi non esistono
dal momento che ci sono
essi scompaiono
esistono per non esistere
sono uno spreco di energia
non chiamiamoli
che non vengano a noi
a nulla servono
ché arrivano e già non ci sono più
E così quando li chiamiamo a noi
per presentarli ad altri
essi increduli ci guarderanno
noi li avremo visti
ma gli altri no
aspetteranno invano
ché quando sono nati
si sono dissolti
e hanno lasciato spazio alla chiara luce del giorno
che tutto sovrasta e acceca chi dovrebbe vederli
(fd)

martedì 6 settembre 2011

Fantasmi

Eppure non sei tu che manchi,
non solo
Mancano suoni
ché i silenzi li abitano i fantasmi
Si muovono muti
invadenti
tanto da riempire
fino a togliere il respiro

Arriverà la tua voce a mandarli via?
Alla mia non basta un urlo
alla tua basterà un sussurro

lunedì 5 settembre 2011

In un vecchio ostello

Poche note
di caffè
pochi sbuffi
io e te

Nella sala
un gran aroma
tutto invade
mi innamora

Poche note
un vecchio piano
suoni arrivano
da lontano

Note incerte
gocce dense
si fan strada
nella mente

E colpiscono
suoni tondi
non svaniscono
portan sogni

Gocce piene
e colorate
e si sfiorano
son baciate

Come rime
di poeti
che le pescano
son segreti

Coraggiosi
forte spingono
son gelosi
delle dita

Che vivaci
su quei tasti
han creato
quei contrasti

Con tenacia
ricercati
con pudore
poi suonati

Ché il pudore
di chi indugia
no, non scappa
si rifugia

In gesti noti
e assai sicuri
dove versa
i suoni scuri

Quelli chiari
suo malgrado
non trattiene
non è un mago

Solo crea
dal suo cappello
voli in musica
in un vecchio ostello
(fd)

venerdì 19 agosto 2011

Viaggi in treno

Sui treni italiani
lunghi viaggi
di figli lontani
vecchi saggi
che narrano e insegnano
giovani d’oggi
che ascoltano e sognano
I treni accolgono
carrozze come barconi
che in processione navigano
tra le colline si insinuano i vagoni
E a bordo si dipingono
quadri viventi
che di voci tingono
l’aria e un pubblico silente
fatto di cieli e stelle
di un sole lucente
che scalda la pelle
di passeggeri al finestrino
che guardano assorti
mangiando un panino
e aspettano il mattino
di una nuova stazione
con in mano il santino
della processione
e quando scendono parte una canzone
di saluti, baci
abbracci e commozione
(fd)

martedì 9 agosto 2011

AMARGURA

Sottile

sottilissima

si insinua

ma lo sa

lei lo sa

senza 

il resto nulla sarebbe

E ne approfitta

per infilarsi e strisciare

lasciando indolenzite

e piene di ferite

pareti doloranti

di organi ormai vinti

da una forza che li accende

li brucia e poi sospende

il giudizio  su ogni cosa

pensiero riflessione

ché non c’è più progetto

solo una combinazione

di pieni e vuoti

respiri e apnee

in una rincorsa che spazio non lascia

e allora che si fa?

Si precipita sì

ci si lascia andare

per non soffocare

dentro lacrime dense

che si asciugano nel volo

su pianure immense

e mentre lì da solo

tu pensi di cadere

un tonfo e lì giacere

resti tuo malgrado

in aria bel sospeso

insieme al tuo giudizio

che mentre s’è ripreso

il diritto di parlare

e insieme a te di urlare

E lei che deve fare

striscia per strisciare

ma sempre più veloce

si allontana la feroce

(fd)





 

giovedì 16 giugno 2011

BOCCA ATTONITA

Se gli occhi dicono

e la bocca resta a guardare

tutto è invertito

capovolto

sconvolto

eh già

e cosa mai provoca tale subbuglio?

(fd)

martedì 7 giugno 2011

E' COMPLICATO

E’ complicato
un incastro delicato
io dico tu ascolti
ma non hai tutti i torti

quando dici che io corro
così provo e poi percorro
strade nuove e lentamente
mi avvicino alla tua mente

e di nuovo dolcemente
e anche un po’ sommessamente
nuovi suoni ti sussurro
e si scioglie come burro

quella patina un po’ opaca
sulla fronte tua velata
e si illumina il tuo viso
che si apre in un sorriso

pieno giorno sembra fatto
e con occhi da cerbiatto
grandi spalancati e belli
mi guardi e sfiori i miei capelli

poi sospiri ti abbandoni
ogni fretta mi perdoni
ché l’hai già dimenticata
non c’è più dov’è che è andata?

è lì pronta a ritornare
ché da sola non sa stare
ed è me che cerca ancora
non mi lascia, non da sola

io che con te vorrei stare
e lasciar tempo passare
senza dire senza fare
ma guardandoti creare

dando spazio a movimenti
tue parole ed argomenti
che richiedon riflessione
punti appoggi progressione

poco a poco uno alla volta
passi lenti e ogniqualvolta
mi vedrai più avanti andare
io ti prego di aspettare
che la fretta mi abbandoni
di guardarmi coi tuoi occhioni
e tornando sui miei passi
ti verrò di nuovo incontro
verrò a prendere il sorriso
che io cerco sul tuo viso
(fd)

domenica 5 giugno 2011

Incertezze

Sì, no,
non lo so

L’incertezza nelle parole
è dubbio interno
che crea dolore
non lascia spazio
all’oratore
per dire chiaro
quello che dentro
fatica a uscire
e resta al centro
dove il respiro
si interrompe
e crea l’ingorgo che
la mente corrompe
e chi è di fronte
ben lo sa
che seppure labbra dir non vogliono
esse son là
parole belle
costrette al buio
come fiammelle
a brillare e ardere
in un cuor ribelle
che con uno sforzo esploderà
i suoni forti della verità
e quel che labbra non voglion dire
il cuore agli occhi farà tradire
(fd)

giovedì 2 giugno 2011

Tutti fuori

Tutti fuori!

via via!

troppi rumori

in questa testa mia



Sarebbe meglio fossero colori

un arcobaleno che illumina la via

e invece no, son frastuoni

son fastidi belli e buoni



Ognuno chiede un pezzettino

a partire dal mattino

e a me dopo cosa resta

se non un gran bel mal di testa?



Sì ci sono, eccomi qua

dimmi cos’è che non va

io ti ascolto , ti sostengo

che vuol dire che ci tengo



E a te invece

cosa manca?

vado io

non sono stanca



E così avanti

tutti i dì

a partir dal lunedì



Ma il mio cuoricino stanco

non ci sta più qui al mio fianco

e intende dichiararlo



Forte e chiaro questo sia

lui mi dice

a mezza via



Io ti lascio

ti abbandono

non ricevo mai un dono



Son qui dentro

imprigionato

seppur tu mi hai caricato



di ricchezze da elargire

che se restan dentro

fan soffrire



E io che questo non lo voglio

chiudo tutto

e sfoggio orgoglio
(fd)











domenica 29 maggio 2011

Oltre le parole

C’è un’esigenza che supera i corpi

di comprensione tra umani

di tutto, dei pensieri contorti

e di quelli sani

di quelli che spesso non sopporti

Con le parole si fan tentativi a volte vani

di  esprimer concetti anche forti

ma che succede quando dalle mani

un gesto parla a molti

ad agnelli e a pescecani

a deboli e a forti

succede la magia, succede che i guardiani

che i sentimenti   vorrebbero veder morti

nulla possono contro gesti antichi, lontani

che con la loro forza li vogliono risorti!

(fd)




sabato 21 maggio 2011

FERITE

Difficile dire
le parole trovare
per quel che da dentro
non riesce ad uscire

Come un’incisione,
di facile previsione?
Non credo,
ché quando la lama si avvicina
non la vedi
perché è già troppo vicina
e hai chiuso gli occhi
e hai aperto il cuore
e così per lei è più facile affondare

Ma non sanguina
come quegli alberi
su cui gli innamorati
lasciano i loro segni
come mobili intarsiati

Ma sul cuore le ferite
non fanno bella mostra di sé
son cicatrici
dopo un poco indurite
ed è un dolore pensare
che a chi le ha provocate
hai lasciato sfiorare
pelle, emozioni
nei tuoi pensieri lo hai fatto entrare
amandone tutto perfino le imperfezioni
e senza pensare , senza vedere
lasciandosi trascinare
fino a te è voluto arrivare
per poi, di fronte a tanto amare
prender paura
e cercare in una confusione oscura
di colpire ciò di cui per la prima volta
coglieva la figura
e lo confondeva
ché tanto amore non puoi vederlo tutto in una volta
non ci puoi sbattere addosso
certo è là
e acceca e attira
ma lentamente e prendendo la mira
un passo dopo l’altro
bisognerebbe avvicinarlo , anche se ispira
una corsa a perdifiato
questo istinto non va assecondato
che poi si finisce per esserne sopraffatti
e per timore
colpirlo come matti

Ma il colpo dato così ciecamente
per confusione improvvisa della mente
non è un atto che uccide e fa morire
ciò che ha toccato
che lì resta ad aspettare nuove carezze
che pian piano vogliono uscire
da quella stessa mano
che il suo gesto da villano
non ha trattenuto
ma a cui in verità non è mai appartenuto
(fd)

giovedì 5 maggio 2011

Pensieri

Cos’è che mi gira nella testa?

Cosa rimane dei pensieri

Se restano son veri?

Mi pare una tempesta


Fulmini, saette, una pioggia funesta

Eppure che misteri

Ci pensavo proprio ieri

Mentre ero ad una festa


Si parla e si pensa tutt’uno

Idee rincorrono parole

e per fortuna non le vede nessuno


perché a volte è meglio non escano al sole

ché potrebbero esser lette da qualcuno

che non le apprezza, per il qual son sciocchezzuole.

(fd)




Ode al Lungo Po -Torino

E' un tratto di lungo Po,

quello che attraversa Torino,

da Sassi al Borgo Medievale

passando per i Murazzi e il Valentino



E' un lungo Po per tutti

grandi e piccini

belli e brutti



E' un Lungo Po da passeggio

da corsa

da gioco

da bicicletta

da sigaretta



E' un Lungo Po

da chiacchiere

da musica

da sole

da amore



E' un lungo Po da baci, carezze

promesse e incertezze



E' un lungo Po per tutti

grandi e piccini

belli e brutti



(fd)

Il pregiudizio

Parola irritante

ombra costante

sullo sguardo presente

impedisce alla mente di aprirsi e al cuore di accettare ciò che sente

oltre quell'ombra

oltre quel muro che lo rende sicuro

dove si svela fragile l' animo umano

e dove tutti dovrebbero avventurarsi

perchè il fine ultimo è sempre trovarsi.

(fd)

La porta aperta

Che ci fai lì?

Chi ti ha detto di entrare?

Ma era aperto, mi dicesti

Mi hai visto entrare e non hai detto niente

Mi guardavi senza parlare

Come potevo dire qualcosa

La luce mi accecava

e il rumore mi frastornava

e ora che sei qui e che inizio a vederti e a sentirti

tu vuoi andare via

e lasciarmi al buio e in silenzio
(fd)

Tempo amico

Il tempo non è sempre nemico

Il tempo non va sempre combattuto

Il tempo va seguito

assecondato

aspettato

il tempo guarisce

insegna

trova soluzioni

il tempo mostra caratteri

svela sentimenti

lasciamolo un pò in pace

che abbia il tempo di fare.......

il tempo

(fd)

Lontano

Parole

arrivano da lontano

la voce è forte

è chiara

entra

si schianta

crash

violento è l'urto

ma il cuore è forte

più dell'involucro

che fragile si mostra

si formano crepe

sul viso

intorno agli occhi

ed escono lacrime

che scavano solchi

ma restano in superficie

tracciando itinerari di sofferenza che cammina e scende e scivola via



(fd)

Un petit morceau

 Pourquoi tu ne me laisse pas partir ?

Tu gardes un petit morceau

un morceau de ma peau

de mon désir

tu le gardes dans tes doigts

et par là tu me tiens, tu me retiens, tu ne me laisse pas partir



(fd)

Da vicino

Se ti osservo da vicino

è me che osservo

quanto di mio si è impresso nei tuoi occhi

e attraverso gli occhi è penetrato dentro

come un fuoco che ti invade e arde

scoppiettante nel camino del tuo cuore


(fd)

Perdue

Et moi?

Je suis où?

Partie

Mais pour quelle destination

Tu sais ?

Tu le sais?

Moi pas du tout

Je vais nulle part

Perdue

Viens me chercher 

Et si tu me trouves  appelle moi

Fort , très fort

Que je puisse te sentir et m’apercevoir que je suis la


(fd)

Un bacio sulla porta

Sulla soglia di casa lo hai rubato

E lì, tutto è cominciato.

Le tue labbra volevano restare, e lo hanno detto!        

Posandosi sulle mie



(fd)

Non importa quel che sai

Se lo sai ,

io non so.

Ma importa veramente?

Le tue mani arrivano fino in fondo

Io conosco le mie ragioni

Tu osservi le mie reazioni

e ti toccano

Istantanee di fuoco




(fd)

La perdita dell’innocenza

Quando ti dicono che non tutto è possibile

Sei piccolo

Non capisci

Te lo ripetono

Ti abitui

Poi cresci

E pensi

Finalmente tutto sarà possibile

Fino a che un giorno, una voce, te lo ripete di nuovo

E muori un po’

Quando ti accorgi

Che quella voce è la tua



(fd)
Io sono tante cose

Io sono tanti errori

Io sono tante paure

Io sono tante persone

Tutte quelle che ho incontrato

Tutte quelle che mi hanno attraversato

Tutte quelle che mi hanno colpito, solo sfiorato o appena guardato

Io sono me, in un riflesso continuo, che prende, trattiene e rilancia

Nel bene, nel male, nella stupidità come nella seria riflessione

Che auguro a tutti ci colga il prima possibile

Ma che in ogni caso è utile che arrivi, in qualsiasi momento

Che è quello giusto


(fd)

domenica 13 febbraio 2011

foglie al vento

Ma le parole

Che giri fanno?

Che strade prendono?

Chi le ha incontrate?

Chi le ha viste correre e perdersi dietro foglie alzate dal vento?

Io le ho viste tornare,

da lontano le ho viste arrivare

parole cambiate, logore, invecchiate

Le ho osservate nei loro movimenti

le ho chiamate per nome

e con passi lenti

le ho raccolte, sfiorate

con sospetto le ho ascoltate

ne ho cercato il colore

il riflesso, l’ardore

che ho trovato sbiadito

perduto, sciupato

ma pur sempre lì

di ritorno

forgiato

da tanto vagare, fuggire, brigare

e allora residuo che non può oltre andare

e chiede a gran voce di poter restare.

giovedì 13 gennaio 2011

Fuori
eppure senz'aria
Libera
eppure in trappola
L'elenco di quello che non ho
La fiera dell'insoddisfazione
Cosa cerco?
Quello che non voglio
e che ho già